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L’OZONOTERAPIA PER LA MUCOSITE ORALE CHEMIOINDOTTA DAI PRIMI STUDI AI RISULTATI CLINICI.

L’OZONOTERAPIA PER LA MUCOSITE ORALE CHEMIOINDOTTA DAI PRIMI STUDI AI RISULTATI CLINICI.

Tipologia: Comunicato stampa, News

Un progetto della ASST Spedali Civili di Brescia in collaborazione con l'Università degli Studi di Brescia e AIL Brescia, GABRY LITTLE HERO ODV e Associazione Paolo “il Pro” Degiacomi che migliora la qualità di vita dei pazienti oncologici

A distanza di tre anni dall’avvio del progetto sperimentale sull’utilizzo dell’acqua ozonizzata nella cura della mucosite orale nei pazienti oncologici, l’Unità di Patologia delle Mucose Orali dell’ASST Spedali Civili di Brescia, diretta dalla Prof.ssa Alessandra Majorana - Professore Ordinario Università degli Studi di  Brescia Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria C.I. Odontoiatria Pediatrica e Patologia Speciale Odontostomatologica - , che con la  Prof.ssa Elena Bardellini e il gruppo delle Specializzande formate ad hoc, presenta i risultati di un percorso di ricerca e cura che sta offrendo concreti benefici clinici e miglioramenti significativi nella qualità di vita dei pazienti sottoposti a terapie anticancro.

L’iniziativa, sostenuta da AIL Brescia ODV, GABRY LITTLE HERO ODV e Associazione Paolo “il Pro” Degiacomi, ha introdotto nei protocolli terapeutici un dispositivo di ultima generazione per la produzione di acqua ozonizzata (gorgogliatore OZO2PLUS – Alnitec s.r.l.), in grado di sfruttare le proprietà antimicrobiche, immunomodulanti e rigenerative dell’ozono.

L’ozono, molecola costituita da tre atomi di ossigeno, è noto per la sua capacità di ridurre l’infiammazione, la sovrainfezione, favorire la cicatrizzazione e stimolare la risposta immunitaria locale, risultando così un prezioso alleato nel trattamento della mucosite orale – una delle complicanze più dolorose e debilitanti delle terapie oncologiche, che colpisce fino all’80% dei pazienti.

Dopo una prima fase dedicata alla messa a punto dei protocolli di sicurezza e alla definizione dei parametri di concentrazione e di stabilità dell’ozono – in collaborazione con la Prof.ssa Laura Borgese del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia – il progetto è entrato a pieno regime nel 2025, permettendo la raccolta di dati clinici significativi.

«I risultati che abbiamo osservato – spiega la Prof.ssa Alessandra Majorana – dimostrano che l’applicazione topica di acqua ozonizzata riduce in modo significativo la sintomatologia dolorosa e accelera la guarigione delle lesioni del cavo orale, consentendo ai pazienti di riprendere più rapidamente l’alimentazione e migliorando la loro qualità di vita durante le terapie oncologiche».

 

L’acqua ozonizzata, rispetto all’ozono in soluzione gassosa, ha il vantaggio di essere facilmente utilizzabile anche per gargarismi in caso di mucositi estese, rendendola una soluzione efficace sia per pazienti adulti che pediatrici.

Il progetto, nato grazie alla donazione congiunta di AIL Brescia ODV, GABRY LITTLE HERO ODV e Associazione Paolo “il Pro” Degiacomi, testimonia il valore della collaborazione tra ricerca clinica, volontariato e territorio, che a Brescia continua a generare innovazione e speranza per i pazienti e le loro famiglie.

«La terapia con acqua ozonizzata – spiega il Direttore Generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia, Luigi Cajazzo – si è rivelata un supporto efficace e semplice per il controllo della mucosite orale, permettendo ai pazienti oncologici di affrontare i cicli di cura con meno dolore e una migliore qualità di vita».

«Questo risultato – sottolinea il Presidente di AIL Brescia, Giuseppe Navoni– rappresenta un passo importante nel sostegno concreto ai pazienti e nella promozione della ricerca clinica locale. È un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e associazioni del territorio possa tradursi in un miglioramento reale della qualità di vita».

"Abbiamo partecipato a questo progetto con la convinzione di donare un percorso migliore a chi dovrà sottoporsi alle stesse cure di nostro figlio Gabriele; questo futuro migliore è sempre più vicino grazie all'impegno di tutti"  - Cristiano Costanzo, Presidente dell'associazione Gabry Little Hero.

Grazie a questo percorso, l’Unità di Patologia delle Mucose Orali degli Spedali Civili si conferma un centro di riferimento nazionale e interazionale per la ricerca e la cura delle mucositi orali chemio e radio-indotte, contribuendo alla definizione di nuovi protocolli terapeutici che potranno essere adottati anche in altri centri oncologici.

 

LA RICERCA

Cos’è l’ozonoterapia e perché è efficace

L’ozono (O₃) è una molecola con spiccate proprietà antimicrobiche, antivirali, antifungine e immunomodulanti.
Favorisce la guarigione dei tessuti, stimola la microcircolazione e regola i processi ossido-riduttivi, contribuendo alla riduzione dell’infiammazione e del dolore.

Rispetto alla soluzione gassosa, l’acqua ozonizzata presenta numerosi vantaggi:

  • non comporta rischi di inalazione o tossicità;
  • è facile da applicare anche nei bambini e nelle donne in gravidanza;
  • consente l’esecuzione di sciacqui e gargarismi, raggiungendo uniformemente la mucosa orale e faringea.

Dallo studio clinico ai risultati concreti

Il progetto MUCOZONE-2019 ha coinvolto inizialmente due gruppi di pazienti (trattamento vs placebo) sottoposti a trapianto di midollo osseo o affetti da patologie oncoematologiche in età evolutiva.

  • Dopo un lungo iter di messa a punto dei protocolli di sicurezza e di produzione, l’Unità ha potuto avviare l’applicazione clinica nel marzo 2025.
  • Divulgata l’autorizzazione a procedere, dal 5 marzo ad oggi di questo anno sono state erogate 113  prestazioni (ogni bottiglia di vetro monouso fornita dalla Farmacia interna all’ASST Spedali Civili contiene 500ML di acqua ozonizzata) per un totale di 36 pazienti, 
  • (52% bambini- 48% adulti) con mucositi chemio-indotte di grado moderato e severo.

Le prime osservazioni cliniche evidenziano che:

  • la preparazione e la distribuzione dell’acqua ozonizzata sono ormai standardizzate e sicure, grazie anche all’installazione di un filtro HEPA per la sterilità ambientale;
  • la compliance dei pazienti, anche dei più piccoli, è altissima e positiva;
  • la riduzione del dolore e dell’infiammazione è significativa già dopo pochi giorni di trattamento;
  • la guarigione delle lesioni orali risulta più rapida rispetto alle terapie convenzionali, con trattamenti indolori, insapori e ben tollerati.
  • Resta comunque sempre da tener presente che questa metodica è di supporto alle terapie in atto per la cura della patologia oncologica (leucemie- linfomi ecc)

 

Ultimo aggiornamento: 14/11/2025